Riserva Naturale Regionale Gole di San Venanzio

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Raiano

A circa quindici chilometri da Sulmona e a soli tre chilometri dall'antica Corfinium, Raiano si estende nell'estrema parte occidentale della Valle Peligna fino alle Gole di San Venanzio.

Per meglio conoscere le bellezze artistiche, di questo accogliente paesello, si consiglia un itinerario di visita che ha inizio dalla piazza principale. Originariamente dedicata ad Umberto I, è stata ampliata notevolmente per soddisfare le esigenze di un paese in forte espansione. Solo nel 1912 con l'allestimento della grande fontana centrale è stata intitolata alla memoria del poeta Umberto Postiglione, che vide i natali nel 1893 proprio in questo paesino, e ospita la Chiesa principale di Santa Maria Maggiore, del 1848, ricostruita su una chiesa precedente del 1731, dai quali emergono tratti di elementi strutturali di tipo quattrocentesco.

Rigogliosi ippocastani lasciano intravedere su un lato della piazza l'architettura cilindrica caratteristica della Torre dell'Orologio, che rappresenta probabilmente il bastione della scomparsa porta d'ingresso al paese (la più importante).

Passeggiando per i vicoli di “Raiano vecchio” si scoprono splendidi palazzi nobiliari, piccole chiese, ricchi portali e suggestivi scorci. 

Ex Convento degli Zoccolanti 
Leggermente fuori dal vecchio centro storico del paese, seguendo Via Madonna delle Grazie, si arriva al piazzale Sant'Onofrio dove, nel XVII secolo, i “Minori Riformati” edificarono il convento degli Zoccolanti unitamente alla chiesa di Sant'Onofrio. All'interno del convento è possibile ammirare il chiostro con gli affreschi che raffigurano la vita di San Francesco e il martirio dei frati francescani in terra di missione.

Il convento, per lungo tempo adibito a scuola elementare, è oggi sede degli uffici Comunali.

Museo Fantasia
Di notevole interesse è la visita al frantoio della famiglia Fantasia. Il frantoio oleario è un magnifico esempio di architettura industriale storica. La sua origine è legata alle ricche e fortunate stagioni agricole del paese e ne rappresenta a tale proposito l'immagine economica e sociale. Nel frantoio attivo dal XVIII secolo, si conserva ancora un trapetus di tipo romano e un maestoso torculum (torchio) completamente realizzato in legno. Si può inoltre osservare una vasca in pietra sulla quale poggia l'antica “macina” per spremere le olive, che veniva attivata da un mulo, di cui restano a terra ancora le tracce circolari del suo continuo movimento.

Eremo San Venanzio
Sullo sfondo del paese si aprono le maestose gole del fiume Aterno, che prendono il nome dal Santo, Venanzio, che da Camerino giunto fin qui trovò rifugio e contemplazione e dove successivamente venne eretta una chiesain suo onore. Il piccolo edificio sorge a nord del paese sulla sponda sinistra del fiume, appoggiandosi ed estendendosi fin sulla sponda destra, insistendo su una compatta massa rocciosa e creando un arco al di sopra del sottostante fiume. Al di sotto della chiesa, c'è il giaciglio del Santo costituito da una roccia incavata accanto alla quale ha inizio la “Scala Santa” che riporta all'interno della chiesa. Tutt'oggi i pellegrini, visitando il luogo sacro, usano stendersi e strofinarsi contro la nuda roccia, dove è presente il giaciglio del Santo, alla quale riconoscono il potere di guarire dai dolori reumatici e addominali.

Conclusa la visita all'eremo, vale la pena scendere fin sotto al fiume per vedere i resti del vecchio mulino. Sul prospetto dell'edificio che guarda l'Aterno si aprono tre archi in pietra, utili al passaggio dell'acqua che in questo modo poteva attivare le pale (retrecine) che a loro volta azionavano le macine. L'impianto è in perfetta sintonia con l'ambiente tanto che oggi come in passato suscita grande suggestione.

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