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Cibo agli animali selvatici: perché non bisogna darlo

Abruzzo| gole di san Venanzio | NON DAR DA MANGIARE AGLI ANIMALI SELVATICI


Cibo agli animali selvatici: perché non bisogna darlo?

Abruzzo| gole di san Venanzio |  NON DAR DA MANGIARE AGLI ANIMALI SELVATICI

Dar da mangiare agli animali selvatici può determinare un’alterazione dei normali comportamenti dell’animale, rendendolo dipendente dall’uomo. Tra l’altro si andrebbe a superare la naturale diffidenza verso di noi, portando all’aumento eccessivo del numero di individui in una certa area. Ricordiamoci che una fonte di cibo artificiale sempre presente risulta più facilmente accessibile per i selvatici, che prediligeranno questa fonte piuttosto che impiegare energia per la caccia o la ricerca in natura. Soprattutto animali opportunisti come la volpe (ma anche i cinghiali) sono particolarmente attratti da queste situazioni e, non dimentichiamoci che questi possono regolare il proprio tasso riproduttivo in base all’abbondanza di cibo: più cibo c’è, più gli animali si riproducono.

L’aumento degli esemplari e la loro vicinanza ai centri abitati facilitano il verificarsi di piccoli o gravi incidenti (morsi a persone, incidenti stradali, distruzione di orti).

Inoltre i selvatici hanno abitudini e necessità alimentari differenti da quelle degli animali domestici e spesso i cibi andremmo ad offrire non tengono in considerazione le reali necessità delle varie specie selvatiche e le loro “intolleranze” rischiando di generare più danni che benefici. Ricordiamoci, infine, che è molto più facile generare un comportamento negativo e ripetitivo piuttosto che risolverlo.

Se abituiamo un selvatico a recarsi davanti alla nostra porta per mangiare, l’animale si presenterà anche in nostra assenza e, non ricevendolo, cercherà da sé lì intorno: distruggerà i sacchi dell’immondizia o si recherà verso i pollai, per esempio, generando in ogni caso reazioni negative e aggressive da parte dell’uomo!

Unica eccezione è l’aiuto che possiamo offrire a piccoli uccellini di città in giornate invernali, magari nevose, lasciando delle briciole e dei semi fuori dal davanzale o dal balcone. Bisogna però sapere quali specie volano vicino le nostre case perché ognuna ha esigenze alimentari particolari:

1. La cinciarella, la cinciallegra e il picchio muratore preferiscono arachidi, semi di girasole, pinoli sgusciati, noci e nocciole.

2. Il merlo, il pettirosso, la capinera possono accettare briciole dolci (biscotti secchi ad esempio).

3. La passera d’Italia, il verdone, il fringuello e il cardellino mangiano semi vari (ideali sono miglio, canapa, avena, frumento), semi di girasole e mais spezzato.

Attenzione però, non bisogna mai dare cibo salato o piccante agli uccelli perché potrebbe essere per loro tossico, ed evitare le molliche di pane sarebbe meglio.